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Due giornate dedicate al Principe Alberto I di Monaco - 2010

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meraviglie-di-un-museo-monaco_HPAGEPresso il Museo Ittico di San Benedetto del Tronto si è svolto il convegno "Meraviglie di un Museo" dedicato alPrincipe Alberto I di Monaco, uno dei padri fondatori dellamoderna oceanografia, che nei suoi scritti esaltava la completezza della ricerca scientifica e della vita sportiva rispetto alla vacuità della vita mondana tra ricevimenti e balli di corte. A corredo delle due giornate una apertura preliminare della sezione acquari, in allestimento con la collaborazione di AIAM grazie alla intensa attività di alcuni soci guidati da Leonardo Cherici, che ci invia questo resoconto.

Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 settembre 2010 si è svolto, presso i locali del Museo Ittico di San Benedetto del Tronto, il convegno “ Meraviglie di un Museo” nell’ambito dell’anno Internazionale della Biodiversità e per festeggiare il centenario del Museo Oceanografico di Monaco.

Promotrice dell’evento è stata la Prof.ssa Cristiana Bindi, pittrice e scrittrice nonché Presidente dell’associazione culturale “Flàbrum”.

Questo convegno nasce per permettere una riflessione circa l’evoluzione di certe tematiche già affrontate nel Congresso internazionale del 1920 tenutosi a Monaco e promosso dal Principe Alberto I di Monaco; tematiche quali il turismo, l’elioterapia, talassoterapia, bagni e località termali.

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La location del Museo Ittico di San Benedetto del Tronto è stata scelta perché il museo sambenedettese possiede 50 libri autentici riguardanti le campagne scientifiche marine compiute dal Principe Alberto I; scienziato naturalista e pacifista che diete un grande impulso metodico all’oceanografia  nonché promotore di tutte quelle discipline che avrebbero aiutato l’umanità a migliorare la propria qualità di vita.

Queste due giornate non sono state solamente dedicate alla scienza ma anche alla moda, alla musica e alla storia passata.

Gli interventi degni di nota dal punto meramente scientifico,  volendo perciò tralasciare i restanti di carattere storico-culinario, sono stati quelli del Professor Franco Civardi, del Dottor Leandro Saracino e della Dottoressa Serenella Benedetti.

Il Professor Franco Civardi ha parlato di tutti quei fossili viventi presenti ad oggi sia in mare che in acqua dolce tra cui il Limulo e il Chirocephalus marchesonii spiegandone caratteristiche fisiche, abitudini e peculiarità.

Proprio del Chirocephalus marchesonii il Professore ha voluto raccontarne la scoperta (1954) ad opera dello scienziato Vittorio Marchesoni dell’Istituto di Botanica dell’Università di Camerino.

Questo piccolissimo crostaceo (9-12 mm) vive solamente all’interno del bacino del Lago di Pilato sui Monti Sibillini ed è facile intuire che, nei periodi di siccità, le uova rimangano spesso all’asciutto. Per ovviare a questo problema le uova stesse sono strutturate in modo tale da essere in grado di schiudersi anche a distanza di dieci anni fino a quando non trovano le condizioni ottimali di schiusa pur rimanendo all’asciutto. Inoltre le uova non si schiudono tutte nello stesso anno ad ulteriore garanzia di sopravvivenza della specie.

Nonostante tutti questi accorgimenti per la sopravvivenza, il Chirocephalus marchesonii soffre l’innalzamento della temperatura globale e perciò ,nel tempo, è destinato ad estinguersi.

Il Dottor Leandro Saracino, responsabile scientifico dell’Osservatorio Astronomico di Mosciano Sant’Angelo, ha voluto porre all’attenzione  il forte legame che è sempre esistito, fin dagli albori, tra l’astronomia e la navigazione spiegando che ancora ad oggi non si sa quale dei due abbia dato l’impulso per lo sviluppo dell’altro o se queste due “arti” siano cresciute a braccetto.

La Dottoressa Serenella Benedetti ha parlato della biodiversità del Mar Mediterraneo e delle specie alloctone che ad oggi sono presenti nel Nostro Mare.

Nel  particolare si è soffermata sulle Magnolifite marine e sul rischio di estinzione che corrono per via dell’antropizzazione costiera, dell’inquinamento e del soffocamento da parte delle alghe del genere Caulerpa che tendono a colonizzare lo spazio vitale di queste praterie. Molto bella è stata, a completezza della relazione, l’esposizione fotografica  su un maxi schermo che ha permesso ai presenti di poter dare un volto a tutti quegli organismi menzionati dalla relatrice.

Gli acquari presenti all’ingresso del Museo Ittico, allestiti con il contributo di AIAM e gestiti dal socio Leonardo Cherici,  hanno riscosso un enorme successo.

Molti degli ospiti delle due giornate sono rimasti piacevolmente colpiti dall’apprendere che quello che fino a quel momento consideravano solamente 5 vetri con un po’ di acqua, rocce e pesci dentro risultasse essere in realtà una “quasi” perfetta riproduzione di un ecosistema marino specifico. In particolare sono rimasti affascinati dall’utilizzo del DSB come filtro batterico e non solo come fondo coreografico delle vasche.

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I cinque acquari presenti (due allestiti temporaneamente per le sole giornate del convegno a titolo dimostrativo) hanno dato modo di poter far mettere un occhio sotto il pelo dell’acqua a chi fisicamente non lo ha mai fatto; in questo modo hanno potuto ammirare diversi biotopi tra cui il coralligeno della “Vasca Invertebrati”, la “Vasca di Scogliera” con predominanza di pesci, la “Vasca Anguilliformi” che contiene un Anguilla che ci fa compagnia oramai da due anni e altre due vasche contenenti echinodermi, scorpenidi e crostacei.

Tra tutte, grande successo ha riscosso la “Vasca Invertebrati” (con i suoi Gorgonacei, Poriferi e Cnidari) e la “Vasca di Scogliera” con la moltitudine di pesci che sembravano danzare agli occhi dei compiacenti visitatori.

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Nella giornata di Giovedì 21 Ottobre 2010 si terrà l’evento gemello presso il Museo Oceanografico di Monaco nell’Auditorium Ranieri III.

Un particolare ringraziamento va alla Professoressa Cristiana BINDI che ci ha portato a conoscenza di alcuni scorci della vita del Principe Umberto I attraverso le letture di alcuni passaggi dei suoi diari e senza la quale non si sarebbe potuto realizzare questo evento che tanto successo ha riscosso.

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