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Il tonno

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Forse uno dei pesci più noti anche a chi non ha mai messo la testa sott’acqua, il tonno rosso, Thunnus thynnus, è apprezzato soprattutto per la qualità delle sue carni, e per questo è da sempre pescato dall’uomo a scopi gastronomici.

Ma al di là delle doti culinarie, il tonno rimane un animale estremamente affascinante, un rapido e vorace predatore, maestoso ed elegante.

Proprio la rapidità, sua arma nella cattura delle prede, è la caratteristica che più ne plasma l’aspetto: tutto, infatti, nella morfologia del tonno, rappresenta un adattamento alla velocità del nuoto, che può superare gli 80 chilometri orari.

Il corpo è idrodinamico: fusiforme, compresso lateralmente, e terminante in un capo dal profilo arrotondato. Le pinne sono piccole, in modo da offrire poca resistenza all’acqua, e molto robuste, tali da possedere una grande capacità di spinta; le due dorsali e la pinna anale sono triangolari, e sono seguite da una serie di una decina di pinnule di dimensioni gradatamente inferiori che terminano sul peduncolo caudale. Questo è stretto, ed è irrobustito da una carena laterale che ne aumenta la forza e favorisce ulteriormente l’idrodinamicità dell’animale; la coda è falcata ed omeocerca, ossia composta da due lobi di ugual lunghezza.

La pelle è formata da squame estremamente piccole, tali da risultare non percepibili al tatto.

La livrea è argentea, cosicché l’animale assume i riflessi dell’acqua e risulta mimetizzato in un ambiente, quello pelagico, in cui non ci sono tane o rifugi; il nome “tonno rosso” si riferisce esclusivamente al colore delle sue carni.

Una fitta rete di capillari, simile a quella presente in molti squali, ma rara nei pesci ossei, forma la cosiddetta “rete mirabilis”, un sistema in grado di innalzare la temperatura corporea del tonno di oltre tre gradi rispetto alla temperatura dell’acqua circostante: caratteristica questa che favorisce l’efficienza muscolare e di conseguenza permette scatti più rapidi ed efficaci. Il sangue del tonno rosso è estremamente ricco di emoglobina, e pertanto in grado di fissare e portare in circolo grandi quantità di ossigeno, necessarie nel momento di sforzo.

Tutte queste caratteristiche, portano il tonno rosso ad assomigliare nell’aspetto a tutti i grandi predatori pelagici, che ne hanno condiviso gli adattamenti: molti squali, i pesci spada, gli sgombri sono alcuni degli animali che per convergenza evolutiva hanno assunto un aspetto simile a quello del tonno.

Un altro motivo di fascino, è rappresentato dalla taglia che questo animale può raggiungere: gli esemplari più anziani, oltre i venti anni di età, possono superare i due metri e mezzo di lunghezza ed i trecento chili di peso, e pertanto risultano essere fra i più grandi pesci ossei viventi. Pare che l’esemplare più grande mai pescato pesasse 679 chilogrammi!

Il tonno rosso è una specie tipicamente mediterranea ed atlantica, ma altre specie simili si trovano in tutto il globo. Si rinviene dalla superficie fino a grandi profondità, oltre i mille metri, e vive in mare aperto, lontano dal fondale e dalle coste, a cui si avvicina solo saltuariamente. Abilissimo nuotatore, rimane sempre in movimento, e compie continue migrazioni attraversando enormi distanze.

Specie piuttosto gregaria, forma grandi banchi durante il periodo riproduttivo.

Si nutre di altri pesci pelagici, ma anche di invertebrati quali calamari, crostacei e meduse.

Questo splendido pesce in natura ha pochi nemici: solo alcune specie di squali e le orche sono in grado di catturare il tonno rosso. Purtroppo, però, l’aumentato impatto della pesca negli ultimi anni sta mettendo in pericolo la sopravvivenza della specie; il tonno rosso è da sempre pescato per scopi culinari, ma oggi le sue popolazioni sono in forte declino, e Thunnus thynnus è considerato una specie in via d’estinzione.

 


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