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Carcharodon carcharias (Linnaeus, 1758) Organismo protetto.
Phylum Chordata
Classe Elasmobranchii
Ordine Lamniformes
Famiglia Lamnidae
Genere Carcharodon
Specie carcharias
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Autore foto: Primo Micarelli
Informazioni aggiuntive
Revisioni e sinonimi Andrew Smith (in Müller & Henle, 1838)
Convenzioni di protezione e pesca/prelievo
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Barcellona Allegato 2 e 3 : L. 175, 27.05.99 BERNA Allegato 2 e 3

Inserito in RED LIST nel 2009 - valutazione VU
Nomi comuni italiani squalo bianco
Nomi comuni regionali e internazionali
(Clicca qui per le sigle internazionali)
GB= Great white
In natura
Distribuzione Cosmopolita.
Nel Mar Mediterraneo nella regione centro-occidentale, canale di Sicilia e mar Tirreno.

In base alle catture documentate, o ad altri indici della sua presenza, si riportano come sospetti centri in cui abbonda i seguenti: le acque costiere del SudAfrica (in particolare dalla Namibia a Natal); Est, Ovest, e, in particolare, il Sud dell'Australia; Nuova Zelanda; l'arcipelago Giapponese; le coste Nord-Orientali del Nord America, specialmente Long Island e dintorni; la costa Pacifica del Nord America, in particolare dall'Oregon a Baja; le coste sud del Messico, Cile centrale.
E' tuttavia evidente che lo squalo bianco risulti,anche se meno frequente, in molti altri siti (Brasile, Caraibi, Azzorre, Hawaii, Africa Nord-Occidentale, Filippine, Sri Lanka, Seychelles, Isole Gough, Isole Chatam, etc.) e che la sua periodicita' e i suoi movimenti sono scarsamente compresi. Si sospettano occasionali incursioni trans-equatoriali attraverso acque equatoriali con apparizioni improvvise nelle acque fredde e profonde.
Descrizione Un grande, pesante squalo dalla forma affusolata, con coda a mezzaluna e naso conico. La prima pinna dorsale e' larga e triangolare, con l'origine sopra o leggermente posteriore all'asse (ascellare) delle pinne pettorali. La seconda pinna dorsale e' molto piccola, posta leggermente in avanti rispetto alla ugualmente piccola pinna anale; sono presenti forti carene caudali. Il numero delle vertebre e' tra 172 e 187. I denti sono essenzialmente larghi e triangolari, con margini vistosamente seghettati che distinguono la specie dagli altri lammidi (che hanno tutti denti dai bordi lisci); i denti sono 23-28 nella mascella superiore e 21-25 in quella inferiore. I neonati hanno denti stretti con cuspide basale in quelli della mascella inferiore. Il colore e' tipicamente grigio ardesia o marron olivastro sul dorso, spesso con riflessi bronzei nei fianchi; una forte, variabile e macchiata linea di demarcazione separa la superficie scura superiore da quella bianca inferiore; la parte inferiore delle pinne pettorali e' puntata di nero; una macchia nera ovale e' spesso presente nell'asse dei pettorali sebbene questa sia qualche volta assente negli individui Mediterranei.
Caratteristiche La grandezza massima raggiungibile dallo squalo bianco e' materia di discussione. Le femmine adulte probabilmente possono raggiungere i 7,13 metri, in base a rilevazioni contemporanee in Australia e Mediterraneo. L'esemplare piu' piccolo nuotante liberamente apparve essere lungo circa 120 cm in totale. La lunghezza di maturita' per entrambi i sessi resta qualche volta indeterminata, e basata (limite attuale) sui dati di eta'-crescita, ma potrebbe essere possile che differenti popolazioni maturino a lunghezze variabili. La maggior parte delle femmine maturano tra i 450 e i 500 cm, ma e' stata documentata una femmina immatura di 472 cm. I maschi maturano a circa 350-360 cm. E' stimata una eta' generale di maturazione di 10-12 anni. Una femmina matura di 500 cm si calcola abbia raggiunto circa i 14-16 anni di eta'.
In cattività
L'ambiente in vasca Come si evince dalle dimensioni, non è specie adattabile a vasche di hobbisti.
Temperature Necessita di temperatura molto stabile.
Osservazioni Dal 1980 sono state analizzate sei femmine incinte, catturate nelle acque costiere di Okinawa e Giappone, Nuova Zelanda e Tunisia. In aggiunta, alcuni resoconti realistici ma non confermati dall'Australia e Taiwan riguardano lo stesso periodo e, piu' recentemente, Kenia. Sono stati riportati un numero di feti variabile tra due e dieci.
Il periodo di gestazione e' sconosciuto, ma si ritiene lungo. La lunghezza alla nascita e' tra i 120 e i 150 cm. Il modo di riproduzione e' senza placenta viviparo, con gli embrioni nutriti attraverso l'oofagia (ingestione di uova non fecondate). Al contrario di alcune popolari pubblicazioni, questa specie non mostra il 'cannibalismo uterino', come verificato per il Carcharias taurus.
Concepibilmente,piuttosto che ogni anno, le femmine partoriscono ogni due anni. Le nascite avvengono apparentemente durante la primavera fino a tarda estate, in acque costiere calde e temperate. Le aree dove adulti e neonati appaiono insieme, indicativi di riproduzione, includono le scogliere del N.E. degli Stati Uniti, Sud California, Sud ed Est Australia, il Mediterraneo Sud-Centrale.

Conservazione:
La protezione e la messa fuorilegge del commercio di parti del corpo dello squalo bianco e' stata sancita dalla legislazione e dallo statuto della pesca in Sud Africa (sin dall'Aprile 1991), similarmente con l'intevento dello Stato nella Jurisdizione della California (State Assembly Bill AB 522), al largo della Florida, lo Stato di Tasmania, Sud Australia, Sud Nuovo Galles e Ovest Australia. Le catture dirette di questo squalo nell'intera costa orientale degli Stati Uniti sono proibite da una legislazione in vigore dal 1997. In alcune aree (Sud Australia e Sud Africa; e piu' di recente California) lo squalo bianco e' stato oggetto di lucro per attivita' non regolamentate e senza licenza per avventure turistiche subacquee, fotografie commerciali e pianificazione ecoturistica analoga al whale-watching (avvistamento di balene).
Dove adeguatamente controllata e autorizzata, come in Sud Australia, questo sfruttamento passivo - sebbene con lati oscuri e controversie - puo' aiutare ad incoraggiare nell'opinione pubblica la salvaguardia di questi squali. E questo autorizzando limitati contatti umani al di fuori della realta' degli acquari pubblici, dove tutti i tentativi di mostrare lo squalo bianco in cattivita' sono naufragati (e forse naufragheranno sempre). Le legislazioni (e le proposte) esistenti servono non soltanto a proteggere il benessere degli squali bianchi nel loro ambiente naturale, ma anche e di piu' per proibire il commercio dei loro prodotti. In tal modo resta l'imperativo che la legislazione esistente debba essre osservata e le attivita' regolarmente monitorate. Lo Shark Trust, a fianco del World Conservation Union (IUCN) e altre associazioni per la tutela, credono che alla fine il futuro dello squalo bianco possa essere assicurato soltanto attraverso una legislazione globale. La vulnerabilita' dello squalo bianco al mercato delle curiosita' e' comparabile al precedente sfruttamento dei grandi predatori terrestri come la tigre per i trofei, la pelliccia e cosi' via.
Varie e curiosità Il Grande Squalo Bianco e' compreso, insieme ad altri quattro squali "maccarello" (Makos, Porbeagle e squali Salmone), nella famiglia Lamnidae. Queste specie furono descritte in origine da Linneo, (1758), come Squali Carcharias, con localizzazione nei mari Europei, essenzialmente nel mediterraneo. Una notevole confusione tra questi e altri vari carcarinidi (requiem) del mediterraneo, specialmente il Carcharhinus plumbeus, diede luogo ad erronee descrizioni da parte degli scrittori fino al 1900. Il nome di Carcharodon attribuito da Andrew Smith (in Müller & Henle, 1838), per il genere dello Squalo Bianco, ha in larga misura sradicato la successiva confusione nella nomenclatura.

Immagine popolare:
Mascelle mostruose verso la realta'...
Sotto vari sinonimi (come mangiatore di uomini e la morte bianca), lo squalo bianco e' stato a lungo oggetto dell'attenzione negativa dei media, a causa di alcuni attacchi mortali a umani, o diretti verso imbarcazioni. Come conseguenza di questa tipica tendenza umana all'esagerazione e allo status leggendario di grande pesce, la specie e' stata obiettivo di pesca sportiva e di caccia per procurarsi mascelle, denti e perfino interi esemplari. Spesso vengono uccisi con l'unico scopo di esorcizzare la paranoia nei confronti di attacchi di squali. Tutte queste attivita' hanno subito un'accelerazione nella meta' degli anni 70 a causa dell'informazione dei media, e non semplicemente per i danni causati dallo squalo bianco. Sono diventati di moda anche altri squali, meno conosciuti. In nessun luogo lo squalo bianco abbonda sufficientemente per sostenere una pesca diretta di lungo termine, e si aggiungano le maggiori catture accidentali in tutto il mondo da parte di pescatori commerciali. Vengono catturati nelle acque in prossimita' della costa e, quantunque molto meno degli altri squali maccarello, anche dai pescatori che praticano la pesca d'altura ai grandi pesci pelagici dell'oceano. Lo squalo bianco si avvicina facilmente alle barche attirato dalle lenze o dalle reti dei pescatori, e divora i pesci presi all'amo o arpionati.
Contrariamente da quanto affermato dai pescatori sportivi, non e' richiesta nessuna abilita' particolare nel trascinare questi squali fin sopra la barca. In verita' questa vulnerabile propensione verso la curiosita' determina un loro accidentale intrappolamento e facilita l'uccisione da parte dei pescatori. In certe regioni lo squalo bianco e' stato visto tradizionalmente solo sotto l'aspetto negativo, dovuto a costosi incontri con danni agli equipaggiamenti e perdita delle prede. La popolazione totale e' sconosciuta, tuttavia nel famoso Dangerous Reef del sud Australia e' stato stimato un numero di 200 esemplari.
Questa rara specie e' indubbiamente vulnerabile alle dirette attenzioni dei pescatori sportivi e del commercio di oggetti rari e curiosi. Un generale, prolungato impatto di queste due cause insieme alle catture accidentali o l'uso indiscriminato di reti antisqualo nelle spiagge e' possibilmente non auspicabile. La sottrazione anche di pochi individui ha effetti tangibili in diverse localita'. Anche la degradazione dell'habitat (inquinamento e pesca eccessiva) minaccia questa specie, escludendola, alla lunga, da quelle aree, forse utilizzate per nutrirsi o come allevamento dei piccoli, dove erano storicamente molto piu' abbondanti.

Alimentazione Una larga fetta degli elasmobranchi - squali e razze - vengono predati dallo squalo bianco, come pure tartarughe marine, cefalopodi (calamari), molluschi, crostacei (granchi), e, occasionalmente, uccelli marini.
Il ruolo dello squalo bianco di predatore primario di mammiferi marini, specialmente foche e leoni marini (pinnipedi), ha dominato molti degli studi contemporanei di questa specie, ma l'importanza di queste prede e' stata grossolanamente esagerata da un piu' generale punto di vista, dato in parte dalla tendenza di studi contemporanei in quelle zone dove squali e pinnipedi compaiono insieme. Gli squali bianchi (specialmente i grandi individui) sono anche attivi cacciatori di piccoli cetacei, incluso delfini e focene, particolarmente (ma non esclusivamente) in regioni dove i pinnipedi scarseggiano o sono assenti. Questi squali opportunisti si riuniscono volentieri sulle carcasse di grandi balene e si sa di ingestioni di carne di squalo elefante in diverse occasioni, sebbene in apparenza si trattasse di individui gia' morti.
Difficoltà di allevamento
(Clicca qui per i livelli di difficoltà)
0 - Informazione non disponibile
Collegamenti web
Primo Micarelli Video sul grande squalo bianco dal centro studi Posidonia - Acquarium Mondo Marino. Autorizzati al link dagli autori.

Data ultima revisione: 03/10/2013
Autore scheda: Antonio Nonnis: Webmaster di www.squali.com che gentilmente concede le informazioni., con il contributo di Primo Micarelli


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