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Sabella spallanzanii (Gmelin, 1791)
Phylum Annelida
Classe Polychaeta
Ordine Sabellida
Famiglia Sabellidae
Genere Sabella
Specie spallanzanii
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Autore foto: Roberto Pillon
Informazioni aggiuntive
Revisioni e sinonimi Spirographis spallanzanii (Viviani, 1805)
Nomi comuni italiani Spirografo
Nomi comuni regionali e internazionali
(Clicca qui per le sigle internazionali)
(I) Spirografo, Fiocco di Mare, Ombrello di Mare
HR=Perjanicar - F=Spirographe - E=Plumero de mar - TR=Deniz lalesi -
In natura
Distribuzione E’ presente in tutto il Mediterraneo e Atlantico orientale. Simili anellidi sono presenti in tutti i mari.
Descrizione L’animale, dal corpo vermiforme, vive inserito dentro il tubo pergamenaceo molle e flessibile che è fisso al substrato (rocce, sabbia, fango, alghe). Lo spirografo ha il tubo lungo circa 30 cm, il cui diametro è compreso tra 1 o 2 cm, fuoriesce un'unica grande corona di tentacoli a spirale simile ad un pennacchio, il colore varia dal giallo al bruno con bande bianche, brune e rossicce. La bispira ha un tubo lungo circa 25 cm. Il pennacchio è costituito da due metà uguali non avvolte a spirale, la colorazione è bruna con bande trasversali di vari colori.
Caratteristiche Presente nella sabbia e sui fondali molli in acqua tranquille fino a 60 mt. Si può trovare anche sui moli o nei porti e sotto le boe. Anche le catenarie, nei porti, e i cordami in genere sono un buon habitat per questa specie. La corona di tentacoli alla base presenta degli ocelli sensibili alle variazioni dell'intensità luminosa. Uova mature da giugno.
In cattività
L'ambiente in vasca A) La luce:

Ritengo sia di fondamentale importanza l’ubicazione in vasca, a tale proposito ho volutamente mantenuto 2/3 della vasca illuminata e la parte restante (1/3) in leggera penombra in modo che si illumini di luce riflessa (laterale) e non diretta (dall'alto). Lì posiziono gli esseri fotofobici. Nel confine tra le due zone ho sistemato i miei 6 spirografi (pare non gradiscano una luce diretta e tanto forte) e le due bispire (che non differiscono per il mantenimento).

b) la corrente:

Necessitando di corrente presente ma non forte, è necessario riprodurre in vasca l’ambiente adatto; gli spirografi invero amano acque tranquille ma con un particolare movimento (infatti solitamente si trovano dentro i porti o sotto i pontili ove ci sono acque tranquille ma con discreta corrente), è da evitare quindi un getto diretto della pompa, i ciuffi aperti completamente si muoveranno lentamente (non a bandiera ma come mossi da una leggera brezza di vento).

c) il substrato

Dopo qualche tempo gli spirografi tenteranno di attaccarsi con la parte terminale del tubo su rocce, o su tutto ciò a cui si poggia, sassolini compresi.
Necessita di illuminazione costante.
Temperature E’ meglio non superare i 24°C , da evitare l’allevamento in acquari non refrigerati.
Osservazioni La riproduzione è sessuale con sviluppo di larva planctonica; le uova compaiono nel mese di giugno.
Lo spirografo è un animale molto sensibile e riesce a captare qualsiasi spostamento o modifica dell'esterno (luce, posizione, corrente, condizioni dell’acqua), se viene disturbato o si trova in gravi condizioni di stress, tenta di abbandonare il tubo suicidandosi o finendo facile preda dei pesci. Una volta abbandonato il tubo, secondo la letteratura, non è più possibile rimetterlo all’interno. A me è capitato di averne tolto uno dalla vasca credendolo morto e dimenticatolo su un mobile, dopo qualche minuto mi accorsi che era vivo ed era uscito dal tubo, lo rimisi dentro ed è tutt'ora in vasca.
Cure La salinità non si discosta sostanzialmente da quella necessaria per tutti gli altri animali marini mediterranei: 1027 con un range di +/- 2 resta un valore accettabile. Una particolare attenzione deve essere invece riposta agli sbalzi della durezza carbonatica ed al ph che dovrà assestarsi su un valore di 8.
Varie e curiosità Gli spirografi amano acque pulite, fresche e la penombra.

La perdita del ciuffo:

Il ciuffo branchiale permette all’animale di cibarsi e di respirare. In natura l’estensione dello stesso può raggiungere anche i 20 cm, mentre in vasca se "tenuto" a dovere può arrivare a raggiungere 12-15 cm di diametro, perlomeno questa è la dimensione che hanno raggiunto i ciuffi dei miei ospiti.

Ogni singolo filamento,di circa 3 o 4 mm di larghezza, appare ciliato, un pò a forma di pettine. Può capitare però che in cattività i filamenti perdano questa consistenza assottigliandosi sempre più. Ciò è segno di una inadeguata alimentazione, se invece l’animale viene alimentato a dovere riacquisterà col tempo la consistenza quasi originale dei filamenti del ciuffo branchiale. Col tempo sarà visibile anche la crescita del tubo (a volte anche 2,3 cm l’anno) che apparirà più chiaro nella parte alta.
In condizioni di particolare stress, acque non adatte, temperatura inadeguata o infine sofferenza perdurante dell’animale, capita che lo stesso abbandoni il ciuffo che cadrà sul fondo diventando un felice passatempo per blennidi ed affini. Il fatto non deve rappresentare un problema se resta isolato, in caso contrario l’animale arriverà a morte certa.

Le bispire (o Sabelle pavonine),differenziano della “sabella spallanzani” in quanto più corte, col tubo largo quasi il doppio e in quanto presentano due corone con due spire ciascuna. A mio parere sono preferibili ai confratelli spirografi in quanto sono più resistenti e restano quasi perennemente aperte. Per il mantenimento, la corrente, la luce ed il cibo, il discorso è pressoché identico a quello fatto per gli spirografi.

Alimentazione Si nutre di plancton e particelle organiche in sospensione.
Come tutti i nostri ospiti necessitano di idonea alimentazione, non è pensabile allevarli senza fornirgli del cibo adeguato: io nutro i miei spirografi e le mie bispire con latte di cozza, oppure con frullato di cozze o infine con omogeneizzato per bambini. Alcuni utilizzano plancton liquido o, come di moda ultimamente, zooplancton. E’ preferibile, in tale circostanza, sospendere per qualche ora il funzionamento delle pompe del biologico e soprattutto dello schiumatore.
Amano sensibilmente anche i batteri, infatti durante infestazioni batteriche in vasca è frequente vederli belli allegri con tutto l’ombrello aperto.
Specie affini Sabella pavonina -
Incompatibilità Può venire predato, attraverso il tubo, da paguri, da muricidi ed altri molluschi predatori(es. Buccinulum corneum). Le lesioni sul tubo possono venir sfruttate da stelle di mare.
Pesci vivaci come blennidi ed i grossi labridi tentano frequentemente di strappare il ciuffo branchiale.
Difficoltà di allevamento
(Clicca qui per i livelli di difficoltà)
4 - Difficile

Data ultima revisione: 20/11/2012
Autore scheda: Antonello Cau, con il contributo di Michele Abbondanza, Stefano C.A. Rossi


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